Tordini contro tutti..

Di Enrico Tordini

 Giorni fa sono andato alla Misericordia a porgere l’ultimo saluto a Alfio, un pensionato di 97 anni vicino di casa: bene, aveva un’espressione molto più vivace e pimpante di Pioli alla fine della partita. Stefanino Pioli, bravo ragazzo e ottimo tecnico, dovrebbe prendere atto che il primo requisito per espugnare il J-Stadium sarebbe quello di tirare in porta. E’ finita 1-0, il punteggio poteva essere più ampio ma Handanovic e un paio di traverse ci hanno impedito di vincere con margine più largo. Partita non bella, e non poteva esserlo, giocata sui nervi, Rizzoli che ha ammonito alla pene di segugio, Gagliardini che doveva finire la partita a metà del secondo tempo, interisti che reclamano un rigore, abituati come sono a segnare gol con mezza squadra in fuorigioco, con sceneggiata finale di Icardi, degno capitano di una squadra isterica.

 

 

E anche Pioli si è già calato nel ruolo, recriminando addirittura per due rigori non concessi, evidentemente l’aria della Pinetina non perdona. Il rigore per fallo di Handanovic su Khedira dell’andata è già archiviato. Adesso i nostri amici nerazzurri hanno un nuovo alibi da usare per i prossimi decenni, visto che il rigore su Ronaldo comincia, onestamente, ad essere un po’ troppo usurato e anche il povero Gigi Simoni non è più brillante come un tempo. Intanto, giusto per parlare di morti che camminano, apprendo che il favoritissimo Egitto di Hector Cuper, uno dei tanti strateghi che hanno entusiasmato le folle nerazzurre nella fulgida epoca morattiana, ha perso la Coppa d’Africa contro il Camerun, il dna non mente mai.

 

 

 

Sulla partita direi tutti ampiamente sopra la sufficienza, una menzione per Cuadrado, non solo per il gol ma per l’impegno e la lucidità. Un giocatore che è voluto tornare a Torino con tutte le sue forze, che si danna l’anima, che abbina qualità e quantità, che fa gruppo: un acquisto monstre, davvero. Bravo Dybala, e Higuain che fa sempre la cosa giusta, dimostrando di non essere solo un grande bomber. Bene, adesso il Crotone, giusto per allargare il solco che ci divide dal resto del gruppo e domani sera, come disse il mio conterraneo Montanelli in altre e ben più importanti circostanze, turiamoci il naso e tifiamo per la Fiorentina.

 

 

 

Il resto? Ho visto finalmente un Sarri sereno, evidente non c’erano fattori esterni a disturbare, il Bologna è stato sommerso dal grande Napoli da gioco europeo, in studio ci si chiedeva se il Real Madrid potrà mettere i partenopei in difficoltà, Hamsik ha segnato tre gol e giocato una partita strepitosa, come sempre accade quando i match non contano nulla, Maertens prosegue nella sua annata magica e poco altro da dire. Chi invece pare aver esaurito le idee è il Milan di Montella, che si fa beffare in casa dalla Sampdoria. Il Torino a Empoli passa in vantaggio, si fa raggiungere e poi spreca un rigore. Quando gioca bene Thiago Falque allora Lijaic fa pena, quando gioca bene lo slavo allora è l’argentino che non tocca palla, mentre Iturbe, per precisione del piede e calibraggio dei cross, oramai rivaleggia con il nostro Litchsteiner, dove sia finito quel giocatore che incantò a Verona è un mistero fitto fitto. Mijahilovic intanto, nelle interviste del dopopartita, pare sempre più un impresario di pompe funebri capitato lì per caso. Però il buon Sinisa ha una freccia nel suo arco: Maxi Lopez. E’ un grande giocatore, ha detto, e se entrerà in forma lo schiererò in campo a costo di cambiare schema di gioco. Però deve entrare in forma, ha ribadito. Forse sarebbe il caso che qualcuno gli facesse notare che siamo già alla 23esima giornata…