Tordini contro tutti . . .

Di Enrico Tordini

 

 

 

Da dove cominciamo stasera? Due righe sul profeta dei cervelli bacati, sul conducador delle Sante Crociate dei Pezzenti? Si, se le merita direi. Il suo Pescara, già retrocesso e quindi con la mente libera da ogni fardello, maltratta un Genoa che finì il suo campionato vincendo 3-1 con noi qualche mese fa, e quindi guadagna nuovamente le prime pagine dei giornali. Santo Marlboro è un abile venditore di sé stesso, vedrete che saprà far fruttare questo insperato ritorno sotto le luci della ribalta. Quando ho letto il risultato finale, non so perché, il pensiero è volato alle scommesse, ma sono dettagli insignificanti.

 

 

 

 

Quando poi ho visto il primo gol del Pescara, cioè un’autorete da torneo UISP, certi pensieri malmostosi si sono anche rafforzati ma sono, pure questi, dettagli insignificanti. Per il resto vincono tutte, vince l’Inter col il solito gol nel finale, il Bologna oramai stende la guida rossa con scritto “benvenuti” a tutti coloro che arrivano al Dallara, l’arbitro ci ha messo del suo non concedendo un rigore ai felsinei, la Roma dello stuntman Salah e di Psycho Nainggolan maltratta i cugini del Toro, unica nota lieta il ritorno al gol di Maxi Lopez, forse Mijhailovic adesso gli potrà cucire uno schema addosso, il Napoli vince a Verona e il Milan, a pochi minuti dalla fine, sta battendo i viola. Fiorentina che sta impartendo una lezione di calcio al Milan ma perde, le succede spesso.

 

 

 

 

Da segnalare che i capitolini non hanno potuto usufruire del solito penalty a favore, l’evento merita di essere sottolineato, cosiccome l’esultanza dei tifosi granata al quarto gol romanista, giusto per dare l’idea dell’ambiente. Sognavano di giocare il Champions, sarà per la prossima volta. Intanto il Corriere dello Sport online pubblica un’intervista con un capo tifoso granata che chiede ai giocatori di “scansarsi”, come fanno tutti quelli che incontrano la Juventus.

 

 

 

 

Sulla partita di venerdì sera col Palermo cosa possiamo dire? Che l’avversario era modesto, quindi ogni indicazione è da prendere col beneficio di inventario, ma finalmente, forse per la prima volta, abbiamo visto una coppia d’attacco interagire come sempre avevamo sperato. La Joya e il Pipita si sono cercati, trovati, hanno dialogato e segnato, senza recriminazioni ( vorrei averlo più vicino ), problemi di intesa o di posizione o altro. Mancavano Mandzukic e Pjanic, sostituiti da Pjaca e Marchisio, per la cronaca. Sicuramente non c’è da essere dei fini intenditori di calcio per capire che se Dybala giocherà più avanzato e libero da compiti di rifinitura, i gol arriveranno con maggiore frequenza. Qualche sbavatura, qualche occasione concessa al Palermo, un gol evitabile, ma chiedere 90 minuti di concentrazione era forse troppo, la testa era a Oporto, inevitabilmente. Il Porto è una squadra organizzata, non presenta grossi nomi ma gioca a memoria, snobbarla significa trovarsi fuori dalla Champions senza appello. E sarebbe un peccato perché quest’anno, Bayern a parte, non paiono esserci avversari molto più forti di noi.

 

 

 

 

Sono curioso, non lo nascondo, di vedere cosa riuscirà a combinare il Napoli nel match di ritorno: il Real, lontano dal Bernabeu, perde gran parte del suo potenziale, Sarri è abbastanza intelligente da imbrigliare una squadra che si basa sui lampi dei propri fenomeni, chissà che non ci scappi la sorpresona. Un quarto di finale senza le due grandi spagnole sarebbe un evento degno di nota…